Il '900: sviluppi e tendenze
A partire dal 1900, quando il tango comincia
a entrare nei teatri e nei caffè, si impone il trio bandoneòn-violino-pianoforte.
Mentre il genere si evolve e l'orchestrazione diviene più
ricca, negli anni '10 al trio si sostituisce sul palco il sexteto
tipico: due bandoneònes, 2 violini, pianoforte, contrabbasso.
Cominciano così a dedicarsi al tango strumentisti e direttori
sempre più colti musicalmente, quasi sempre italiani.
Il tango divenne intenso, drammatico, malinconico. Il giro
di bassi cadenzava la situazione di inerzia impotente che si rivelava
agli occhi di quei suonatori del "ghetto" mentre la melodia
traduceva le emozioni di coloro che la canzone cantava. La lotta
per superare l'inerzia delle circostanze e la bramosia di una nuova
libertà si trasferivano prepotentemente nella musica del
tango, come lava eruttata da un vulcano. Un famoso tango di Canaro
e Mores, "Adios Pampa Mia", esprime perfettamente questo
stato d'animo.
I parolieri descrivevano una visione fatalistica delle loro
sfortunate condizioni sociali, cui spesso associavano la vergogna
di deludere e tradire la loro classe sociale, la famiglia, gli amici
e la nostalgia per i tempi perduti e gli amori sfuggiti. Il tango
divenne così, quasi automaticamente, una metafora della vita
stessa.
Discepolo,
uno dei primi compositori di tango, disse:"Il tango è
un pensiero triste espresso in forma di danza". Ma il
tango non è solo un pensiero, è un'emozione, una sensazione,
un enigma. E' una danza non solo del momento, ma della potenzialità
del momento. E' la danza con centinaia di segreti, migliaia di ombre,
milioni di misteri. E' la danza della velatura azzurrina della nebbia
e dello sfavillio del riflesso delle luci dei lampioni sui mosaici
di petra delle strade; è la danza di uno sguardo scambiato,
di uno stiletto in una mano invisibile.
Il Tango univa la sua persone e divenne quasi un inno alle
loro aspirazioni. Leone Tolstoi,
il grande scrittore russo, descrisse il tango come l'"inno
di morte" del capitalismo. Essendosi attirato addosso la disapprovazione
delle autorità costituite, il tango divenne una forma di
espressione underground.
L'adolescenza del Tango era passata nelle osterie e nei bordelli
di Buenos Aires. Gli adepti si incontravano in oscuri bar per bere,
suonando e ballando in angoli scarsamente illuminati. La sensualità
e l'eroticità del Tango fecero ben presto nascere l'identificazione
fra la capacità di ballarlo bene e la mascolinità
e il machismo. Gli uomini si insegnavano trucchi e segreti l'uno
con l'altro, esercitandosi fra di loro prima di mostrare la propria
abilità per attrarre e sedurre le ragazze nei bordelli. Jorge
Luis Borges, il grande scrittore sudamericano, così esprimeva
questo concetto: "Nessuno può dire in quale città
il tango sia nato, Buenos Aires, Rosario o Montevideo, ma tutti
sanno in quale via - la via delle prostitute".
La Legge per il suffragio universale del 1912 condusse
ad una maggiore integrazione delle classi popolarie il tango conquistò
una nuova libertà. Ma nonostante lo si potesse nuovamente
danzare alla luce del sole, il tango aveva ormai acquisito il sapore
di un frutto proibito. Ognuno voleva ballare. Ognuno voleva essere
visto ballare. Era diventato più popolare di prima, aveva
conquistato l'alta società, per cui vennero organizzate feste
di tango e aperte sale da ballo per soddisfare la crescente domanda
e la sua fama ben presto varcò i confini del Sud America.
Nel 1911, mentre a Londra George Grossmith e Phyllis Dare si esibivano
al Gaiety Theatre, nella New York Revue per la prima volta negli
Stati Uniti si sentiva parlare del tango. A partire dal 1912, i
due danzatori americani Irene e Vernon Castle ballarono una loro
personale reinterpretazione del ballo e in Europa il tango furoreggiava
nei Tango Café e nelle Tango Tea Rooms.
Le
caratteristiche audaci del tango ovviamente fecero in modo che non
venisse approvato da tutti. Nel 1913, il teologo americano Campbell
Morgan espresse una curiosa ipotesi insinuando che il tango fosse
la conferma della teoria di Darwin, ovvero della discendenza dell'uomo
dalla scimmia. Contemporaneamente, in Europa, l'Arcivescovo di Parigi,
il Cardinale Amette, dichiarava che "I Cristiani non dovrebbero
in buona coscienza prendere parte al tango". L'anno successivo,
lo stesso Papa Benedetto XV
si scagliò veementemente contro il tango, "è
oltraggioso che questo ballo indecente e pagano, un assassinio della
famiglia e della vita sociale, sia anche ballato nella residenza
papale!". Il tango si diffuse in tutta Europa, causando problemi
ovunque veniva danzato. Nel 1914, il Kaiser
Guglielmo II proibì ai suoi ufficiali di
ballare il tango in uniforme considerandolo lascivo e contrario
alla pubblica decenza. Il capò della polizia di Monaco di
Baviera bandì il tango una volta per tutte alle festività
primaverili, sostenendo che "... ha molto più a vedere
con la stimolazione sensuale ed erotica che con la danza".
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Le
scuole di tango argentino a Palermo:
PALERMOTANGO 
Associazione Culturale Palermotango
DIEGO
W. CALARCO

Associazione Culturale DANZA & TERRITORIO
SILVINA
Y PABLO
Associazione
I.D.E.T.
COLORTANGO Associazione
Culturale Colortango - ASSUD
Le scuole di tango argentino
in Sicilia
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